VACCINO HPV
In Italia vengono
diagnosticati ogni anno circa 3500 nuovi casi di carcinoma della cervice
uterina, e circa 1000 donne muoiono a causa di questa patologia.
Si tratta del primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione
Mondiale della Sanità come totalmente riconducibile ad una infezione. È,
infatti, causato dal virus del papilloma umano (HPV, dall’inglese Human
papilloma virus), di cui sono stati identificati oltre 120 genotipi che
infettano l’uomo, un terzo circa dei quali è associato in entrambi i sessi a
patologie del tratto anogenitale, sia benigne sia maligne.
In particolare, la maggior
parte dei tumori della cervice uterina (70%) è causato da due tipi di HPV “ad
alto rischio”: HPV 16 e 18.
L’EMEA ha recentemente autorizzato
un vaccino quadrivalente che previene le lesioni causate da HPV 16, 18, 6 e 11,
questi ultimi due responsabili del 90% circa dei condilomi genitali. Inoltre, è
in corso di valutazione un vaccino bivalente per la prevenzione delle lesioni
causate da HPV 16 e 18.
La disponibilità di tali vaccini apre quindi la strada ad una
possibile prevenzione primaria del carcinoma della cervice, da affiancare alle
attuali politiche di screening
Si tratta di un vaccino
innovativo, attivo nei confronti di quattro tipi di Papilloma virus umano,
(6,11,16 e 18). E’ indicato per la prevenzione della displasia di alto grado
del collo dell’utero (CIN 2/3, che
rappresentano delle forme pretumorali), del carcinoma del collo dell’utero,
delle lesioni displastiche di alto grado della vulva e delle lesioni genitali
esterne causate dal papilloma virus (condilomi). Ovviamente il vaccino è attivo
solo nei confronti dei tipi virali citati, e non degli altri. Sono noti decine
di tipi virali diversi, però è noto che quasi il 90% dei carcinomi del collo
dell’utero sono indotti dai tipi 16 e 18 di Papilloma virus.
La vaccinazione primaria
consiste in tre dosi distinte, somministrate a 0, 2 e 6 mesi.
L’età consigliata è dopo il
compimento del dodicesimo anno, e comunque questo tipo di vaccino è stato
testato su soggetti fra i 10 e i 26 anni, e questa è la fascia di età per la
quale è in commercio. Dovrebbe in futuro essere messo in commercio un secondo
tipo di vaccino che potrà essere somministrato fino all’età di 46 anni.
Non è ancora chiara la durata
della copertura immunitaria, ma sembra che dopo alcuni anni (probabilmente
cinque) sia necessaria una dose di richiamo per consentire di prolungare la
protezione.
Il vaccino viene somministrato
per iniezione intramuscolare ,sul muscolo deltoide (avambraccio).
Il vaccino protegge anche nei
confronti di alcuni tipi di Papilloma virus responsabili di infezioni sessuali
caratterizzate dalla formazione di condilomi, e qualora l’infezione sia stata
già contratta, sembra che possa comunque aumentare la resistenza del soggetto
nei confronti della diffusione del virus. Per questo motivo non sembra
indispensabile eseguire un HPV-DNA-test di tipizzazione prima della
somministrazione del vaccino.
Fin dal mese di Giugno 2007
sarà possibile effettuare questa vaccinazione presso gli ambulatori
dell’Ospedale Cristo Re. E’ consigliabile eseguire una visita ginecologica, o
comunque una valutazione clinica, prima della vaccinazione. Per tutti i
dettagli potete contattarmi ai consueti numeri telefonici.

